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Piazza del Carmine, una delle principali piazze del quartiere di Oltrarno di Firenze, fu creata nel 1330 per permettere alla folla di assistere alle prediche dei carmelitani, detentori dell’antistante basilica di Santa Maria del Carmine. La basilica, dedicata appunto alla Beata Vergine del Carmine, fu edificata nel 1268 come parte di un convento carmelitano ancora oggi esistente. Il lavori al complesso, ampliato nel corso degli anni, ebbero termine nel 1476 ma, a causa del devastante incendio del 1771 che ne distrusse completamente l’interno, furono ripresi per provvedere al suo completo rifacimento, che si concluse tra il 1775 ed 1782 lasciando però incompiuta la facciata che, al pari di quelle di altre grandi basiliche fiorentine, si presenta tutt’ora con un’alta e grezza mole in pietrame e laterizio. Fortunatamente comunque, l’incendio risparmiò alcune zone della chiesa, come l’antica sagrestia, la
cappella Corsini e, sopratutto, la cappella Brancacci. Miracolosamente così salvata dall’incendio, e risparmiata dalla ristrutturazione che avrebbe previsto la copertura degli affreschi, grazie all’intervento di una nobildonna fiorentina, conserva al suo interno il ciclo di affreschi di Masaccio e Masolino, indicato come il punto d’inizio del nuovo stile rinascimentale in pittura. Completata da Filippino Lippi, fu studiata e ammirata dalle generazioni dei maggiori  artisti fiorentini: Michelangelo per esempio eseguì alcune copie delle parti dipinte da Masaccio. A fianco della chiesa una porta fa accedere all’antico monastero, dove oggi si trova un museo che permette di visitare anche la cappella Brancacci.
Piazza del Carmine


Dalla piazza, guardando verso sud, si scorge la vicina cupola della chiesa di San Frediano in Cestello, mentre di fronte alla chiesa si erge l’unico palazzo di rilievo con la facciata principale sulla piazza: palazzo Rospigliosi Pallavicini. All’angolo con piazza Piattellina si trova poi un grande tabernacolo, opera trecentesca attribuita al maestro di San Martino a Mensola. Raffigura una Madonna con bambino, quattro santi e due committenti. All’angolo con Via Santa Monica invece un secondo tabernacolo in pietra serena ospita un affresco mariano simile, ma di fattura più tarda forse quattrocentesca, attribuito a un artista di ambito forse tirolese. Un terzo tabernacolo con una Sacra Famiglia si trova all’angolo con Borgo San Frediano. La zona del Carmine è senza dubbio una delle poche del centro storico dove è ancora possibile respirare un’autentica atmosfera rionale, non ancora sopraffatta dalle dinamiche del turismo di massa, e perciò molto apprezzata.

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