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Il possente Palazzo del Bargello, chiamato anche Palazzo del Popolo, si trova nel centro storico della città di Firenze, ed è sede dal 1859 del Museo Nazionale, che fu il primo museo nazionale dell’Italia unita. Al suo interno sono visibili sculture rinascimentali di grande importanza ed inestimabile fascino, tra cui opere di Donatello, Luca della Robbia, Verrocchio, Michelangelo e Cellini. Arricchito nel tempo di collezioni di bronzi, maioliche, cere, smalti, medaglie, sigilli, avori, arazzi, mobili e tessuti provenienti sia da collezioni del Medici che di privati, il museo rappresenta una meta da non perdere per gli amanti della scultura ed arte rinascimentale, al pari degli Uffizi per la pittura. Edificato nel 1255, il palazzo ospitò nel tempo il Capitano del Popolo di Firenze, il Podestà, il Cosiglio di Giustizia, il “bargello” ossia il Capitano di Giustizia e per circa tre secoli fu adibito a carcere. Caratterizzato dalla presenza di un’alta torre di circa 60 metri chiamata Torre Volognana, dal nome di uno dei primi prigionieri incarcerati al suo interno, con una particolare campana (la Montanina) suonata da sempre in occasioni drammatiche, quali il richiamo alle armi, per annunciare esecuzioni capitali o lotte interne cittadine, e di un particolare cortile all’aperto con muri tappezzati da scudi dei vari Podestà ed insegne dei quartieri e distretti cittadini, il museo è costituito da una serie di sale dove, tra il David in bronzo di Donatello ed il Bacco di Michelangelo giusto per citarne appena due, sarà impossibile non restare estasiati .

Il cortile, porticato su tre lati con archi a tutto sesto su pilastri ottagonali, venne realizzato nel XIII secolo e arricchito nel secolo successivo dal verone e dalla scala goticheggianti, quest’ultima, costruita su lato non porticato, da Neri di Fioravanti tra il 1345 e il 1367. Con la destinazione a carcere del Palazzo vennero tamponati gli archi del loggiato e del verone. Nella seconda metà dell’Ottocento il cortile fu la parte del palazzo maggiormente valorizzata dai restauri del Mazzei, vennero riaperte le logge e il verone e furono restaurati i superstiti stemmi dei podestà e dei giudici di ruota, nelle volte sotto il loggiati vennero eseguiti affreschi di Gaetano Bianchi con i gonfaloni dei quartieri e alcuni stemmi dei podestà. L’allestimento presenta sculture provenienti da Palazzo Vecchio e dai giardini di Boboli e Castello. Al centro del cortile si trova un grazioso pozzo ottagonale e qui si trovano esposti anche alcune pregevoli statue in marmo, come le sei sculture allegoriche di Bartolomeo Ammannati (Firenze, l’Arno, l’Arbia, la Terra la Temperanza e Giunone), l’Oceano del Giambologna, alcuni rilievi di Benedetto da Maiano e il cosiddetto Cannone di San Paolo di Cosimo Cenni (1638)

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