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Lorenzo di Piero de’ Medici, detto Lorenzo il Magnifico, nacque da Piero di Cosimo de’ Medici e Lucrezia Tornabuoni a Firenze, 1º gennaio 1449 , nel periodo in cui la famiglia Medici si trovava all’apice del suo potere politico nella Repubblica fiorentina. Battezzato il 6 gennaio in occasione dell’Epifania, ricevette un’ educazione umanista che contribuì al suo avvicinamento e passione al mondo dell’arte, di cui fu intenso cultore.

Diventato signore de facto di Firenze nel 1469 dopo la morte del padre, condusse un’abile politica interna volta sia a rafforzare il potere mediceo in seno alla repubblica che a frenare le ambizioni territoriali dello stato Pontificio di Sisto IV. Scrittore, mecenate, poeta, politico incarnò senza alcun dubbio l’ideale del principe umanista del Rinascimento, legando il suo nome al periodo di massimo splendore della Firenze rinascimentale. L’intensa attività come cultore dell’arte permise al Magnifico di entrare in contatto con i maggiori artisti del tempo, quali Antonio del Pollaiolo, Filippino Lippi, Sandro Botticelli ed il giovane Michelangelo e con esimi intellettuali come il Poliziano, il Ficino, Pico della Mirandola, che non solo “lavorarono” per lui ma contribuirono a diffondere la cultura fiorentina al di fuori dei confini territoriali. Lorenzo de’ Medici Firenze 129 A Lorenzo, si deve la nascita della prima Accademia d’Arte della storia con sede nel Giardino di San Marco, dove furono riuniti i più promettenti giovani allievi delle botteghe del Verrocchio e del Ghirlandaio, tra i quali ci fu, come già citato, un giovanissimo Michelangelo Buonarroti, che, difficile non crederci, si conquistò subito l’ammirazione del Magnifico per le sue inestimabili doti, tanto da arrivare ad essere considerato alla pari di un figlio ed accolto alla sua corte. « Quant’è bella giovinezza, Che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza » …. Facente parte dei Canti carnascialeschi, venne scritto da Lorenzo nel 1490 in occasione del carnevale e, descrivendo il trionfo di un carro mascherato in onore di Bacco, invita a far festa e a vivere al pieno la vita. Nel 1478 sulla scalinata della chiesa di S.Croce a Firenze, la famiglia dei Pazzi, in accordo con altri congiurati, attentò alla vita di Lorenzo e Giuliano suo fratello, in un episodio che passerà alla storia come la congiura dei Pazzi. Giuliano fu ucciso nell’agguato mentre suo fratello Lorenzo riuscì a rientrare in città quasi immediatamente, aiutato da una sollevazione popolare in suo favore.

La morte del Magnifico, prematuramente avvenuta l’8 aprile del 1492, consegnò Firenze nelle mani del frate Girolamo Savonarola, e favorì, senza più il freno diplomatico di Lorenzo, la discesa in Italia di Carlo VIII di Francia, dando di fatto inizio alle guerre franco-spagnole del XVI secolo. Per concludere, come non citare quello che, tra i vari componimenti scritti dal Magnifico, risulta essere il più famoso: “Il trionfo di Bacco e Arianna”, detto anche Canzona di Bacco che così recita: « Quant’è bella giovinezza, Che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza » …. Facente parte dei Canti carnascialeschi, venne scritto da Lorenzo nel 1490 in occasione del carnevale e, descrivendo il trionfo di un carro mascherato in onore di Bacco, invita a far festa e a vivere al pieno la vita .

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